Monte Barone

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Gita su una vetta incontrastata, all'interno della crosta terrestre

 


Partenza: frazione Piane di Coggiola (932 m)
Durata: 3 ore e mezza
Percorribilità: a piedi
Difficoltà: Escursionistica
Interesse: geologico, naturalistico

Monte Barone è sicuramente la montagna più significativa della bassa Valsesia. Dalla punta, lo sguardo spazia su una gran parte della catena delle Alpi e, in pianura, fino a Vercelli, Novara, Torino, Milano.
Dalla frazione Piane, in circa 3,30 ore, si raggiunge la vetta (2044 m).
Nella salita si incontrano due punti per un eventuale riparo. Il primo, dopo circa 35 minuti di cammino, è il Rifugio incustodito “Ciota” (1233 m) della Guardia Forestale. Il secondo, dopo 2 ore, è il Rifugio Ponasca (1630 m) che offre servizio di ristoro.
Il percorso presenta tratti in piano e in contropendenza che rendono il tragitto abbastanza lungo in relazione al dislivello da superare. Il sentiero sempre ampio e comodo (segnavia G8) scavalca una dorsale e si immette in un avvallamento bagnato dal Rio del Cavallero (1160 m). Proseguendo si arriva al Rifugio Ciota (1260 m). Un locale del rifugio è sempre aperto e può servire da ricovero in caso di emergenza. Riprendendo la salita, verso destra, si attraversa un bosco di larici, abeti e pini, fino ad una spalla a 1360 m, dove inizia un passaggio a mezza costa sul ripido e scosceso fianco occidentale della cresta Monte Gemevola - Punta delle Camoscie. Il sentiero, sempre ben tracciato, presenta tratti in piano e alcuni saliscendi prima di approdare al rifugio Monte Barone. Il sentiero che conduce alla vetta (sempre il G8) è visibile sulla destra del rifugio. Il cammino attraversa in piano un torrentello e una piazzola per elicotteri, per salire fino alla Bocchetta di Ponasca da dove inizia la parte finale della salita. Poco sotto alla cima, per evitare sfasciumi di rocce, il sentiero piega verso destra raggiungendo la vetta dal suo lato orientale.

Nella prima parte dell'itinerario si attraversa uno dei paradisi floristici delle Alpi. Il percorso è situato sulla linea immaginaria che botanicamente separa le Alpi Occidentali dalle Alpi Orientali, con influenze quindi dei due settori. Fra le specie importanti Allium narcissiflorum, Daphne cneorum, Phyteuma aemisphaericum, Phyteuma humile, Cytisus zumaglini, Drosera rotundifolia, Osmunda regalis e, più a monte, Anemone narcissiflora.

 

Dal punto di vista geologico, sono presenti rocce basiche. Sulla punta ci sono graniti derivati dalla fusione parziale di rocce inglobate e stirate nel complesso basico.

 

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