Quarona

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Il paese della Beata Panacea

Percorribilità: a piedi e in auto
Durata: intera giornata
Difficoltà: media
Interesse: artistico, storico, geologico

La Beata PanaceaNata a Quarona nel 1368, Panacea perse in giovane età la madre, originaria del paese di Ghemme. Il padre si risposò con una vedova che aveva una figlia, ma lo spirito caritatevole e il forte sentimento religioso di Panacea non erano ben visti dalle nuove donne di casa che, si racconta, sottoponevano la giovane ai lavori più umilianti. La ragazzina indefessamente continuò a prestare aiuto ai poveri e agli ammalati. Una sera, non vedendola tornare, la matrigna trovò che  Panacea, tralasciato il lavoro di salvaguardia del gregge, era assorta in preghiera. La donna per rabbia colpì tanto violentemente la figliastra da ucciderla, ma accortasi della disgrazia per disperazione si gettò in un dirupo. Ritrovato il corpo della fanciulla quindicenne i compaesani tentarono di spostarlo, ma invano. Chiamato il vescovo di Novara, egli confermò il miracolo: le fonti narrano che fu possibile smuovere il cadavere solo dopo aver pronunciato il nome di Dio. Caricato il corpicino su un carro fu impossibile smuovere i buoi fino a che non si decise di farlo trainare da vitelle, le quali si diressero a Ghemme nel luogo di sepoltura della madre di Panacea. Il culto della Beata fu regolarizzato dalla Chiesa soltanto nel 1867, e si festeggia nei paesi di Quarona e di Ghemme all’inizio di maggio.

Si inizia con la visita della Chiesa Parrocchiale di Quarona, consacrata nel 1617 alla memoria di S.Antonio Abate. All’interno sono di rilievo Madonna con il Bambino di G. Ferrari; affresco della Beata ( 1494) e Gruppo ligneo della Pietà provenienti dalla Chiesetta di S. Maria della Pietà, demolita per consentire il passaggio della ferrovia (1837).
Segue la visita alla Chiesa della Beata al Piano, edificata (1409) nel luogo in cui si fermarono i buoi che trainavano il carro con il cadavere, e la Casa della Beata (1365-1383), dove, al primo piano, è conservata la cameretta con scala di accesso originale.
Quindi salita a piedi, attraverso una comoda mulattiera, alla Chiesa di S. Giovanni al Monte (30 minuti). Datata 398 era la Chiesa delle popolazioni del circondario: Quarona, Valmaggiore, Breia,Agarla, Cadarafagno e Cavaglia e rimase chiesa parrocchiale fino al sec XVII. Significativa la scritta sulla nuova campana maggiore dopo i restauri del 1951/1953: "Ritorno a chiamare quassù la gente e la chiamerò ancora con tutta la mia forza, dopo aver chiamato a Cristo i primi abitanti della valle". Maestosa, imponente, solida, disposta su due navate e su due livelli, contiene affreschi del Duecento, Trecento e Quattrocento. Nella navata destra sono inoltre conservati reperti romani e medioevali.
Poco distante (10 min) la Chiesa della Beata al Monte (sec. XV-XVII), che  sorge sul luogo del martirio della Beata. Sull'altare la statua lignea di elegante fattura donata dai quaronesi residenti a Roma nella metà del 1500, è stata sostituita prima con una di gesso poi con una di legno dopo il furto del 1975. Sotto l'altare barocco, con colonne tortili, è conservata la pietra insanguinata sopra la quale la Beata fu martirizzata.

 

 

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