Boccioleto

PDFPrintE-mail

Boccioleto, un comune tra Africa ed Europa


Percorribilità: a piedi, in auto
Durata: intera giornata
Difficoltà: facile
Interesse: artistico, geologico

L’itinerario comincia dalla chiesa parrocchiale di Boccioleto, il comune più importante della Val Sermenza (667 m). La chiesa di San Pietro e Paolo venne edificata nel Cinquecento e successivamente fu oggetto di numerosi ampliamenti: attualmente accoglie preziose testimonianze pittoriche e pregevoli opere d’intaglio in parte opera di maestri di Boccioleto. In diversi punti delle cappelle laterali sono presenti resti di affreschi che risalgono al periodo della fondazione della chiesa. Nel sagrato è degna di nota la cappella dell'Annunciazione con dipinti cinquecenteschi di scuola gaudenziana e con una mirabile Crocifissione in legno recentemente restaurata.
All'uscita dal paese, lungo la strada provinciale che porta a Rimasco si trova l'oratorio dell'Annunciazione, ricco di testimonianze artistiche. Da alcuni anni ospita per volontà del compianto parroco don Pietro Ferri le opere d'arte provenienti da altri oratori e da cappelle sparsi nel territorio parrocchiale. Ben descrive questa chiesa e le opere che contiene Ezio Mortasino, esperto di storia e arte valsesiana: “Artisticamente meritevole per gli stucchi folti di ornati, di angeli, di cartocci settecenteschi, lavori di Carlo e Giovanni Zaninetti di Breia, che sviluppandosi nell'abside e sul cornicione del presbiterio formano un aristocratico contorno alle scene centrali della nascita, morte, incoronazione e gloria della Vergine, descritta con agevole pennellata da... ignoti artisti”. Particolarmente pregevole sono due altaroli portatili di epoca cinquecentesca e le sette statue in legno del Compianto sul Cristo Morto, opera risalente alla stessa epoca e proveniente dal santuario della Madonna del Sasso sopra la frazione di Palancato.
A piedi, attraverso un comodo sentiero, si raggiunge in circa mezz’ora la frazione Oro, anch’essa ricca di preziose testimonianze artistiche: si trova infatti una casa in legno forse di epoca medievale, e la cappella di San Pantaleone (1476) con affreschi del Quattrocento. Tra questi, si segnala la rappresentazione in tre riquadri della storia della beata Panacea, il più antico documento che testimonia il culto della martire quaronese.

Sesia Val Grande Geopark

Visualizza Supervulcano in una mappa di dimensioni maggiori