Prato Sesia

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Opere d'arte nella megabreccia della caldera del Supervulcano


Percorribilità: in auto, a piedi (per brevi tratti)
Durata: intera giornata
Difficoltà: facile
Interesse: artistico, storico, geologico

 

Si parte da Piazza Europa per visitare, a piedi, il centro del paese. Prima sosta alla Chiesa parrocchiale, dedicata a San Bernardo da Mentone, che risale, nell’impianto originario di tipo romanico, al XIV secolo, con opere a partire dal ‘500, poi Oratorio di San Sebastiano (XV secolo ma riedificato nel 1730) e Oratorio della Beata Vergine della Quercia, che conserva, al suo interno, una tela del 1646.
Si inizia quindi la salita alla Torre di Sopramonte, passando dal “Mulino Nuovo” risalente al Cinquecento, ma oggi interamente modificato dalla giustapposizioni di nuovi vani, edificati a più riprese nel corso del tempo (30 minuti). La Torre di Sopramonte (XI sec.) risale alla prima età comunale ed è una poderosa e massiccia torre di vedetta a pianta quadrata alta circa 29 metri con mura molto spesse (2 metri). L’originaria porta d’ ingresso era ubicata all’altezza di 8,65 metri mentre il balcone e la parte superiore della torre risalgono all’Ottocento. Il monumento è il simbolo della comunità pratese (D.P.R 26 settembre 1954).
Poco più avanti si raggiungono i resti del Castello di Sopramonte o dei Tornielli risalente al XII secolo. Originariamente disponeva di tre torri a base quadrata. All’interno delle mura perimetrali della fortificazione è ancora possibile scorgere una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche a pianta circolare, l’antico palazzo signorile e i locali adibiti a stalle e magazzini. La suggestiva Chiesa dedicata alla Natività della Vergine (XIII secolo) conserva gli antichi affreschi di San Sebastiano e di un santo vescovo attribuiti a Johannes de Campo (metà XV sec.).
Dal sito di Sopramonte è possibile ammirare il panorama dell’intero abitato, della pianura novarese, della catena alpina e del vicino Monte Fenera e la vastità della caldera del supervulcano.

Dopo il pranzo e una presentazione della storia del Supervulcano, si raggiunge il fiume Sesia con una piacevole passeggiata nei boschi (circa 20 minuti), dove si possono ammirare bene le rocce della caldera.  Qui è esposto uno dei migliori affioramenti di megabreccia vulcanica: oltre alle rocce laviche (rioliti vetrose) sono visibili anche enormi blocchi di rocce che facevano parte dell’edificio vulcanico preesistente, franati durante il collasso del complesso vulcanico ed inclusi nel tufo eruttato durante l’esplosione.

Sesia Val Grande Geopark

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