Balmuccia e Dinelli

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Tesori d'arte a Balmuccia; viaggio nella crosta profonda del Supervulcano


Percorribilità: in auto, a piedi
Durata: intera giornata
Difficoltà: media
Interesse: artistico, geologico

La visita parte a Balmuccia, davanti alla chiesa parrocchiale, intitolata a S. Margherita,  costruita nel 1600. Costituita da una sola navata, con altari laterali, a destra reca i Misteri del Rosario dipinti su legno: il presbiterio mostra una tavola raffigurante la Sacra Famiglia e Santa Caterina. Dietro l'altare maggiore vi è un quadro ad olio con le fattezze di Santa Margherita in carcere, pregevole lavoro dell'Orgiazzi.
L'ossario posto di fronte alla chiesa presenta la scena biblica di Tobia e Tobiolo intenti a sotterrare i defunti e raffigura il campo di Ezechiele colmo di ossa.
Dietro la chiesa parte un bel sentiero pianeggiante:  attraverso prati e boschi si giunge, in poco più di mezz’ora, alla cappella della Scalina,  con interessanti dipinti murali, della seconda meta del XVI secolo. Pur se molto compromessi nella conservazione i dipinti sono un documento significativo di una produzione figurativa locale.

Da Balmuccia, attraverso la mulattiera che conduce a Scopa, si arriva al Santuario della Madonna dei Dinelli, edificato tra il 1400 e il 1499 con architettura a pianta rettangolare coperta da volta con cappella laterale sinistra dedicata alla Madonna del Carmine.
La leggenda narra di un’apparizione della Madonna ad alcuni pastorelli che poi la seguirono fino ad un masso, dove si conserva ancora l’impronta di un piede. Da qui la Madonna benedisse il paese.
Nell'altare maggiore l’affresco della Madonna (oggi  staccato dal muro e ancorato a una tavola lignea) e una statua della Madonna del Carmine (o Carmelo) di stile barocco, opera del secolo XVII.

Spostandosi lungo il fiume, all'imbarco delle canoe, dove il Sesia ha inciso la parte più profonda del sistema di alimentazione del Supervulcano, è possibile osservare uno degli affioramenti di peridotite di mantello meglio conservati al mondo, che in origine si trovava a circa 30 km di profondità.

 


Sesia Val Grande Geopark

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