Domenica 6 Agosto 2017: Escursione in Val Sermenza Print

Il Sentiero delle Felci: geologia e piante antiche

Partenza: Boccioleto

Percorribilità: a piedi
Difficoltà itinerario: escursionistico (media difficoltà)
Interesse: geologico, geomorfologico, botanico
partecipa all’escursione il botanico Mario Soster, grande conoscitore della flora valsesiana.

Programma della giornata:

Il ritrovo è alle 8.00 nel parcheggio presso la rotonda prima dell’abitato di Balmuccia, dove è consigliato raggrupparsi nel minor numero di auto possibile per raggiungere Boccioleto, punto di partenza del percorso.
Il “Sentiero Naturalistico Filix”, o “Sentiero delle felci”, si snoda quasi interamente fra i boschi, le cui radure consentono un bel panorama sulla valle e sulla cosiddetta “Torre delle Giavine” peculiare torrione di roccia che sovrasta l’abitato di Boccioleto. Si trova in Val Sermenza, affluente di sinistra del fiume Sesia. L’itinerario, fra diversi saliscendi, incontra alcune graziose frazioni e consente di osservare diverse specie di felci al massimo del loro splendore, dato che il periodo di maggior rigoglio va da giugno a settembre.
Dal centro di Boccioleto si scende verso il ponte sul torrente Cavaione, poco prima del quale si imbocca il sentiero n. 372 che conduce all’Alpe Cavurgo Superiore. Attraverso il bosco, dove si trovano abete rosso, rovere, castagno, acero montano, ontano bianco e tiglio si sale fino a raggiungere la bella frazione di Casetti (m 717).
Da qui ci si addentra di nuovo fra gli alberi: prima una piantagione di alti abeti rossi poi di nuovo latifoglie, le cui radure ospitano piccoli gruppi di case, fino a che non si raggiunge un bel ponte in pietra al di là del quale si inerpica ripidamente la frazione di Piaggiogna. In questo luogo si vede la partenza della cremagliera che porta all’alpe Solivo, mentre l’escursione continua su una mulattiera ampia e ben conservata, contrassegnata col n. 377, nel fitto di un bosco suggestivo il cui sottobosco è composto da aglio orsino, gigaro, ortica, streptopo e asparago selvatico. È questa la strada che porta alla frazione Palancato, caratterizzata da grandi case alcune delle quali ben conservate, e arricchite da dipinti religiosi; la frazione è a picco su Piaggiogna e da qui si ha una delle tante belle visioni della Torre delle Giavine.
Da Palancato la strada prosegue fra le cappelle ormai in rovina di un’antica via crucis fino all’Alpe Fraghè (m 1030) da cui in pochi minuti si raggiunge l’Alpe Solivo, dove si trova la baita della Madre della Speranza: l’alpeggio è stato infatti donato alle Sorelle della Carità di Novara da madre Aurelia Rameletti. Le Sorelle della Carità gestiscono ora quella che è diventata una ridente struttura ricettiva, dove ci si ferma per il pranzo: al sacco con possibilità di mangiare al  ristorante.
Dall’alpe Fraghè, lasciata poco prima, è possibile proseguire, fra magnifici abeti bianchi, fino al Santuario della Madonna del Sasso (m 1267), piccola chiesa addossata alla parete di roccia. La storia di questo edificio religioso iniziò XIII secolo, con un’effige sulle pareti rocciose, in seguito all’apparizione della Madonna ad alcune pastorelle che pascolavano il gregge. L’attuale chiesa è stata edificata nel 1907 dopo il crollo di altre costruzioni. Dal piazzale antistante, sostenuto da un alto muro, si gode uno stupendo panorama sul fondovalle con in evidenza Boccioleto e Rossa.
Il ritorno alle auto si effettuerà con lo stesso sentiero e la fine dell'escursione è prevista per le 17.30 circa.
(Informazioni sul sentiero tratte dalla pubblicazione Sentiero Naturalistico “Filix”  scaricabile da www.comune.boccioleto.vc.it/ComSchedaTem.asp?Id=23671)

Un po’ di geologia. A Boccioleto troviamo rocce che i geologi definiscono metamorfiche: derivano da rocce già esistenti che vengono trasformate dalle variazioni della pressione e della temperatura all'interno del nostro Pianeta. Il nostro percorso ha come fulcro un imponente torrione di roccia, la cosiddetta Torre delle Giavine, o Torre di Boccioleto. Quelli che costituiscono la Torre delle Giavine sono gneiss: derivano da rocce di origine magmatica (come, per esempio, il granito) portate molto in profondità e poi riportate in superficie dai processi che hanno formato le Alpi.
Più fattori hanno contribuito a formare il pinnacolo di pietra che si erge al di sopra dell’abitato di Boccioleto: le fratture che attraversano la roccia, il modellamento glaciale e quello dei corsi d'acqua e l'instabilità del versante che ne deriva e che qui è costantemente monitorata con appositi strumenti. La torre, conquistata alpinisticamente sessant’anni fa da Negri e Castiglioni, è ora una conosciuta palestra di roccia
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A seconda delle condizioni meteorologiche il programma potrà subire variazioni.

Abbigliamento e attrezzatura raccomandati: scarpe da trekking, giacca impermeabile, cappello, occhiali da sole, crema solare, acqua per la salita.
Contributo per la giornata: 12 €/ 10 € per i soci/ 8 € per bambini con età compresa tra 8 e 14 anni/ gratuito per bambini con età inferiore a 8 anni.

Per informazioni e adesioni (gradite entro le ore 18:00 del giorno precedente)
+39 347 4474021  - CLOAKING - www.supervulcano.it